Il titolo scelto per questo nuovo periodico, «altriprocedimenti. filologia, critica e teoria del testo contemporaneo», riecheggia l’insegna di una plaquette di poesie di Nanni Balestrini pubblicata da Scheiwiller nel garbatissimo “quadrato” di Bruno Munari nel 1965: copertina in colori sobri, completamente occupata, “illustrata”, dai caratteri alfabetici di autore e titolo a campo intero, anche a sfidare qualche a capo illecito. Di averci concesso di univerbare e adottare, in questa nuova intrapresa di studio e ricerca, il titolo originario siamo molto grati a Rossana Campo. La scelta rivela dunque una ascendenza che è anche inclinazione per un modo di costruire testi, nuovi e complessi, e insieme per un periodo di non ovvie ricerche poetiche; dunque inclinazione per i metodi compositivi e le procedure, che tramite linguaggio e forme raggiungono il corpo delle cose e delle idee, inquadrano criticamente visioni del mondo – vivo il sanguinetiano binomio di ideologia e linguaggio – e aprono temi, interpretazioni e futuro. Le discipline su cui la rivista fonda il lavoro e l’etica ermeneutica dei suoi componenti e dei suoi collaboratori, sono altrettanto dichiarate – filologia, critica e teoria – e considerate e praticate sempre in produttiva relazione tra loro, perché l’interpretazione del testo e dei tempi in cui è realizzato e in cui viene letto schiuda diramazioni plurali e intersecantisi. La prima sezione della rivista, carta forbice sasso, allegorica, sfidante triangolazione di strumenti, presenta dunque saggi filologici, critici e teorici, fermo restando che gli stessi metodi d’indagine sono previsti in tutte le altre sezioni. In primis quella dedicata alle ricerche su carte d’autore e documenti d’archivio, chiamata, con eco manganelliana, dell’ombra e dello stemma. «altriprocedimenti» intende testo nella sua accezione più ampia: opera non solo letteraria, verbale, ma anche artistica in senso lato, dunque visiva, musicale, teatrale, cinematografica, specialmente ove una di queste sia in rapporto fecondo con la scrittura. I saggi che analizzano dialoghi tra codici artistici hanno in frisbees – rubrica debitrice delle poesie da lanciare di Giulia Niccolai – la loro sezione, che per sua natura non solo è aperta, ma chiama, interpella. A un approccio molto focalizzato, miratissimo, è dedicata la sezione a testa prima, che adotta un sintagma con velatura antica assai caro a Edoardo Sanguineti (non solo in Postkarten), a indicare uno sprofondamento a capofitto, testardo e pervicace, nelle fibre del testo, una lettura ermeneutica “a contatto” di scritture contemporanee recenti o inedite. All’interesse per codici diversi dalla sola scrittura verbale si affianca l’attenzione a opere in lingue diverse dall’italiano che, pur benvenuta in ogni sezione (come avviene, in questo numero d’esordio, nella prima e più corposa), ha ospitalità privilegiata nella sezione nuovamente d’origine balestriniana, ma di univerbazione autoriale, lalinguafuori, che propone testi in lingua originale con traduzione italiana. Ancora un’univerbazione d’autore, agneauloup, rubata all’Ungaretti dei Derniers Jours, è stata scelta per rubricare le recensioni, cui «altriprocedimenti» intende dare spazio saggistico, e libertà di titoli e note, per rivalutarne il genere e l’utilità scientifica.
